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Gas, a ottobre +9,1% per i vulnerabili. I consigli dell’esperto per limitare gli effetti sulle tasche

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Gas, a ottobre +9,1% per i vulnerabili. I consigli dell’esperto per limitare gli effetti sulle tasche

Gas, stangata per i clienti vulnerabili: a ottobre la bolletta sale del 9,1%. L’aumento vale 163 euro in più all’anno per una famiglia tipo. L’Unione nazionale consumatori: “Confrontare le offerte almeno due volte l’anno e valutare il passaggio al mercato libero”

 

Nuovo rincaro del gas per i clienti vulnerabili. Arera ha comunicato il valore della materia prima per il Servizio di tutela della vulnerabilità relativo a ottobre 2026: la spesa totale dell’utente tipo sale del 9,1% rispetto a settembre, pari a 163 euro a famiglia in più l’anno. Per i circa 2,3 milioni di clienti ancora nel servizio, il prezzo della sola materia prima è di 88,36 euro al megawattora, calcolato sulla media mensile del prezzo all’ingrosso (Psv day ahead). Alla base dell’aumento c’è il deciso rialzo delle quotazioni all’ingrosso.

Per Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori, la causa va cercata fuori dall’Italia: “Sono dinamiche che dipendono da scelte geopolitiche, di guerra e di struttura di mercato“. I dati, aggiunge, “dimostrano come, mancando la leva che serve a calmierare i prezzi, utilizzata dai governi precedenti e anche dall’attuale in passato, questi aumenti si scaricano direttamente sui consumatori”.

Il governo può intervenire su tasse e oneri di sistema

Vignola riconosce però che i margini dell’esecutivo sono stretti: il governo “non può incidere sul prezzo del gas del mercato fino a quando questo mercato non verrà in qualche modo modificato”, ma può intervenire sulle leve fiscali e sugli oneri di sistema, come hanno fatto i governi precedenti e come ha fatto anche questo. Il prezzo di ottobre, ricorda, è un prezzo “ex post” e il servizio di tutela della vulnerabilità è a prezzo variabile. Chi ha sottoscritto nel frattempo un contratto a prezzo bloccato, spiega, non risente di questi aumenti. Ma, spiega Vignola: “È chiaro che anche i nuovi contratti a prezzi fissi ne risentiranno. Dipende da come vengono costruiti: l’azienda, in gergo tecnico, si “copre” con dei contratti a lungo termine che però tengono conto delle previsioni di andamento dei prezzi”. E dunque, è molto probabile che anche chi sottoscriverà nuove tariffe a prezzo fisso, troverà delle proposte meno convenienti delle attuali.

Il consiglio: confrontare le offerte e controllare i consumi

Il consiglio ai vulnerabili, che Vignola ricorda non essere solo quelli economici con diritto al bonus sociale ma anche, per esempio, chi vive in zone colpite da eventi calamitosi, è di non restare fermi. Possono sempre passare al mercato libero ed eventualmente rientrare nel servizio. In generale, invece, il suggerimento è di “verificare la convenienza del proprio contratto almeno una o due volte l’anno, prima dell’estate e prima dell’inverno”. E, nei limiti del possibile, di contenere i consumi: “il kWh o il metro cubo più economico è quello non consumato”.

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