Il consumo di energy drink e gli integratori contenenti caffeina e altre sostanze stimolanti secondo i dati della Fda, la Food and drug administration statunitense è collegato gravi eventi cardiovascolari, tra cui arresti cardiaci e infarti, soprattutto tra gli adulti di età compresa tra i 18 e i 34 anni. In particolare l’arresto cardiaco è stato segnalato dall’autorità sanitaria con una frequenza circa 11 volte superiore in relazione queste bevande rispetto a prodotti che ne sono privi. Le segnalazioni di infarto risultano 4,5 volte più frequenti, quelle di aritmie e palpitazioni 4 volte, mentre per la tachicardia la frequenza è quasi tripla. Sono inoltre emerse associazioni con dolore toracico (2,71 volte) e svenimenti (circa il doppio).
È quanto emerge da uno studio della University of Virginia School of Medicine, che sarà presentato alle Scientific Sessions 2026 dell’American Heart Association a Chicago, in programma dal 6 al 9 novembre a Chicago..
Le vendite di energy drink contenenti caffeina sono più che raddoppiate nell’ultimo decennio, superando i 20 miliardi di dollari nel 2024.
Secondo un documento scientifico del 2026 dell’American Heart Association sulla caffeina e le malattie cardiovascolari, il consumo fino a 400 mg di caffeina al giorno (equivalenti a un massimo di cinque tazze da 237 millilitri di normale caffè nero contenente caffeina) è generalmente considerato sicuro per la maggior parte degli adulti.
Rispetto al caffè preparato tradizionalmente, alcuni energy drink contengono fino a tre volte più caffeina per unità di volume, mentre alcuni integratori pre-allenamento ne contengono oltre 12 volte tanto.
“Questi prodotti vengono commercializzati come stimolanti da utilizzare quotidianamente e sono venduti accanto alle bevande gassate e all’acqua in bottiglia, quindi la maggior parte delle persone presume che non comportino rischi reali”, ha dichiarato l’autore dello studio Sai Samayamanthula, studente di Medicina presso la University of Virginia School of Medicine di Charlottesville, in Virginia.
I ricercatori hanno analizzato i dati di un database governativo sulla sicurezza per confrontare le segnalazioni di reazioni avverse legate a prodotti contenenti caffeina e altre sostanze stimolanti con quelle relative ad alimenti e integratori alimentari regolamentati dalla Fda, come bevande analcoliche, frullati sostitutivi dei pasti, barrette proteiche, smoothie e vitamine.
I dati comprendevano segnalazioni relative a persone di età pari o superiore a 13 anni, raccolte tra il 2017 e il 2025.

