Con l’arrivo del freddo c’è chi sceglie la maglietta termica come primo strato, convinto che costi di più ma tenga più caldo e duri più a lungo. La rivista francese dei consumatori 60 Millions de Consommateurs, nel numero di novembre 2026, ha verificato la promessa su 12 magliette a maniche lunghe, sei da donna e sei da uomo, con prezzi tra 14,90 e 90 euro. Il voto migliore va alla Odlo (16,7/20) tra le donne e alla Impetus (14,9/20) tra gli uomini. La rivista indica come scelte consigliate la Damart femminile (14,2/20, 25,99 euro) e la stessa Impetus (39,50 euro). Ma tra i marchi più noti anche in Italia il quadro è più sfumato.
Come è stato condotto il test
Quattro panelist, due uomini e due donne, hanno indossato i capi a riposo, poi durante una camminata a 5 km/h e una sessione di bicicletta a 20 km/h, di 10 minuti ciascuna, valutando sensazioni di caldo, di umidità e odore. In laboratorio sono stati misurati l’isolamento termico, la capacità di smaltire il sudore, l’efficacia contro i batteri, la tenuta dopo cinque stiramenti, la resistenza di tessuto e cuciture fino alla rottura e l’effetto di tre lavaggi in lavatrice.
Uniqlo: il più economico, e non è un caso da scartare
La Heattech di Uniqlo costa 14,90 euro, il prezzo più basso del panel, ed è fatta di poliestere (40%), acrilico (32%), viscosa (21%) ed elastan (7%), con produzione indicata tra Bangladesh, Cina, India o Vietnam. Prende 14/20, secondo posto tra gli uomini dietro Impetus. Dopo tre lavaggi è tra i capi che si restringono meno, circa l’1,5% su una sola parte. C’è poi un dato in controtendenza: Uniqlo, pur senza vantare alcuna proprietà antibatterica in etichetta, è uno dei due soli capi, insieme a Odlo, capaci di eliminare efficacemente i batteri che i ricercatori hanno deposto sui tessuti. Non ha però l’etichetta Oeko-Tex, e sul fronte dell’isolamento la tabella le assegna un giudizio negativo.
Patagonia: 90 euro, ultima tra gli uomini
All’estremo opposto la Capilene Cool Merino Blend di Patagonia, a 90 euro, il prezzo più alto del test, realizzata in Sri Lanka con il 65% di lana e il 35% di poliestere e con certificazione Fair Trade. Chiude la classifica maschile con 12,5/20. Il problema è la robustezza: il tessuto si lacera con 6-7 kg di trazione e le cuciture, tra le meno resistenti dell’intero test, cedono a 4,5 kg, contro i 15 kg dell’Impetus. Dopo tre lavaggi le maniche si accorciano del 5% e il capo tende a formare pallini. In etichetta vanta proprietà antibatteriche o antiodore, ma solo Odlo e Uniqlo hanno eliminato davvero i microrganismi. Secondo la rivista, un capo costoso non è necessariamente sinonimo di solidità.
Promod e McKinley
Tra le donne, la McKinley (marchio Intersport, modello Rebecka) costa 31,99 euro, è in lana merino al 100%, prodotta in Cina, e ottiene 13,1/20, terzo posto. Nell’isolamento resta circa due volte più efficace della Blancheporte, ma peggiora nel lavaggio: esce dalla lavatrice con piccoli buchi intorno al collo, un segnale di scarsa durabilità, e si restringe fino al 4% in una zona. Anche lei dichiara proprietà antiodore, senza però smaltire i batteri.
La Promod costa 25,99 euro, è fatta di viscosa (68%), acrilico (29%) ed elastan (3%), prodotta a Mauritius, e prende 12,8/20, quarta delle sei. Il suo punto debole è il freddo: insieme a Seagale e Blancheporte è tra i capi che, dopo 10 minuti senza attività, hanno dato una sensazione di freddo a tre testatori su quattro. Durante la sessione di bici intensa, Promod e McKinley hanno provocato un calore sgradevole. E per asciugare all’aria in una stanza a 20 gradi serve fino a 6,5 ore, il tempo più lungo del panel.
Le (poche) certificazioni
Nel complesso un terzo dei 12 capi isola in modo insufficiente e fatica a mantenere la temperatura corporea da fermi. Tutti, invece, smaltiscono bene il sudore. Solo quattro, Odlo, Impetus e le due Damart, hanno l’etichetta Oeko-Tex Standard 100, che certifica l’assenza di sostanze tossiche: nessuna delle quattro marche venduta in Italia che abbiamo confrontato la possiede. Dopo tre lavaggi, tutte le magliette si restringono. La rivista consiglia di lavarle a 30 gradi al massimo e di stenderle all’aria, invece di usare l’asciugatrice. Chi fa sport intenso, infine, farà meglio a scegliere un capo pensato per quello, perché non tutte le magliette termiche reggono le variazioni di temperatura.

