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Farmaci e dintorni

“La vitamina C blocca il raffreddore”. Da dove nasce un mito mai dimostrato

La vitamina C aiuta a non raffreddarsi. È una convinzione molto diffusa, anche se ad oggi nessuno studia è riuscito a dimostrarne la veridicità. Da dove nasce questa "illusione", e quali sono i pochi benefici reali in caso di influenza

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“La vitamina C blocca il raffreddore”. Da dove nasce un mito mai dimostrato

 

La vitamina C aiuta a non raffreddarsi. È una convinzione molto diffusa, anche se ad oggi nessuno studi è riuscito a dimostrarne la veridicità. Ma da dove nasce questa “illusione”? Come spiega Que Choisir, che dedica all’argomento un excursus, Linus Pauling, chimico americano e vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 1954 e del Premio Nobel per la Pace nel 1962 (per la sua lotta contro gli esperimenti nucleari), pubblicò nel 1970 un libro sulla vitamina C e il raffreddore comune. In esso, raccomandava di assumerne da 1.000 a 2.000 mg al giorno a scopo preventivo.

La vitamina C non previene il raffreddore

È sicuramente vero che la vitamina C contribuisce, anche se in misura limitata, al corretto funzionamento del sistema immunitario. Non esistono però prove scientifiche solide che dimostrino una sua efficacia nella prevenzione del raffreddore comune. Le ricerche condotte finora hanno prodotto risultati discordanti, anche a causa della diversa qualità degli studi. I pochi benefici riscontrati sono emersi, peraltro, con l’assunzione di quantitativi molto elevati. Un aspetto da considerare è che il fabbisogno giornaliero raccomandato per un adulto in Francia è di appena 110 mg. Il dosaggio suggerito dal premio Nobel Linus Pauling era invece vicino a questa soglia. Una revisione della letteratura pubblicata nel 2013 dalla Cochrane Collaboration ha concluso che l’assunzione di vitamina C non riduce il rischio di contrarre il raffreddore.

Sui sintomi, benefici minimi e incerti

Anche per quanto riguarda gli effetti sui sintomi, i risultati sono incerti. Secondo Que Choisir che cita lo studio della Cochrane, “Nella migliore delle ipotesi, sarebbe necessario assumere dosi elevate di vitamina C durante tutto l’anno per ridurre la durata del raffreddore dell’8%. Un raffreddore dura in media 7 giorni, quindi la durata si ridurrebbe a 6,44 giorni. Un grande sforzo per un risultato minimo”. Quanto all’assunzione di vitamina C quando il raffreddore è già iniziato, è semplicemente inutile.

A cosa serve davvero la vitamina C

La vitamina C, in generale, produce degli innegabili effetti benefici all’organismo, tra cui l’azione antiossidante che protegge le cellule dallo stress ossidativo e contrasta i radicali liberi, e il supporto al sistema immunitario che favorisce il corretto funzionamento delle difese immunitarie e la risposta di globuli bianchi come neutrofili e linfociti contro virus e batteri.

È importante garantire all’organismo un adeguato apporto di vitamina C, privilegiando gli alimenti che ne sono ricchi, soprattutto frutta e verdura consumate crude o dopo una cottura leggera. Il fabbisogno quotidiano può essere soddisfatto, ad esempio, mangiando due arance oppure circa 200 grammi di fragole. Aumentare ulteriormente le quantità attraverso gli integratori, invece, non offre particolari vantaggi: la vitamina C in eccesso viene eliminata dall’organismo, ma una parte viene trasformata in ossalato, una sostanza che può favorire la formazione di calcoli renali.

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