Viaggiare in treno rischia di diventare molto più caro per chi si sposta regolarmente per lavoro. Trenitalia, infatti, ha deciso di eliminare i carnet smart da 10 viaggi dell’Alta velocità, utilizzabili dal lunedì al venerdì, che permettevano ai cosiddetti “pendolari” di acquistare i biglietti ad un prezzo più basso. Da novembre questa possibilità non ci sarà più: i carnet smart acquistati entro il 31 ottobre 2026 potranno essere utilizzati fino alla loro scadenza, ma per gli acquisti successivi bisognerà fare i conti con le nuove condizioni economiche.
A contestare duramente la scelta di Trenitalia è Federconsumatori, che segnala aumenti fino al 211% per chi dovrà acquistare carnet validi tutti i giorni della settimana. Secondo le simulazioni dell’associazione, riferite ai biglietti di seconda classe standard, per un carnet da 10 viaggi dal lunedì alla domenica i rincari sono del 133% sulla tratta Milano-Torino, del 211% sulla Napoli-Roma e dell’88% sulla Bologna-Firenze. Per un pendolare che utilizza un carnet al mese sulla tratta Roma-Napoli, l’aggravio può arrivare fino a 3.516 euro all’anno.
Federconsumatori riferisce di aver ricevuto numerose segnalazioni dagli utenti e di aver già scritto a Trenitalia per chiedere un ripensamento.
Per avere maggiori dettagli sulla vicenda abbiamo raggiunto al telefono Giovanna Capuzzo, Vicepresidente di Federconsumatori.
Quante segnalazioni avete ricevuto da parte dei cittadini?
In pochi giorni abbiamo ricevuto già centinaia di segnalazioni che provengono principali da cittadini che vivono in Piemonte, Campana e Toscana e che per lavoro devono recarsi nelle regioni vicine, rispettivamente Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Sono soprattutto lavoratori che lavorano per lo più in smart working e che nell’arco del mese hanno un obbligo di presenza, magari una o due volte a settimana, nel luogo di lavoro lontano da casa. Per loro il carnet smart rappresentava una soluzione ottimale. Anche perché era stato pensato proprio per questi casi e non veniva concesso per tutte le tratte ma solo per quelle menzionate.
Qual è la motivazione fornita da Trenitalia per questa decisione?
Nella precedente interlocuzione che abbiamo avuto con Trenitalia un paio di settimane fa ci è stato spiegato che la soluzione del carnet smart era stata introdotta durante il periodo del Covid e che oggi, non essendoci più le condizioni della pandemia, era ritenuta fortemente antieconomica dall’azienda. Ma quando ci è stata annunciata questa decisione, non ci è stato dato il numero di utenti coinvolti. E per questo noi non potevamo immaginare che la cosa riguardasse un numero così elevato di persone. Inoltre la notizia è stata data con una modalità poco tempestiva, a meno di due settimane dall’abolizione dell’offerta. Per questo abbiamo chiesto già da giorni un incontro urgente a Trenitalia per trovare soluzioni alternative che non vadano a discapito degli utenti. Ad oggi l’unica strada, oltre a quella dell’acquisto dei singoli biglietti, è l’abbonamento mensile che costa molto di più. Al momento la situazione è in stand by e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione né dall’azienda né dal ministro dei Trasporti che non vediamo da tanto tempo.
A proposito di trasporti, l’associazione denuncia un settore che, nonostante la fase di forte pressione sui bilanci familiari, tra caro carburanti e perdita di potere d’acquisto, continua a registrare aumenti di prezzi a fronte di una scarsa qualità del servizio.
“Ci troviamo di fronte a un paradosso proprio in un momento di difficoltà e non comprendiamo per nulla le politiche di Trenitalia. A fronte dei maggiori costi, non ci sarebbero miglioramenti del servizio, ma persistenti ritardi, disagi e disservizi”. Secondo il monitoraggio citato dall’associazione, nell’arco di nove mesi il servizio avrebbe funzionato regolarmente, ogni mese, soltanto per sette giorni su trenta; negli altri 23 si sarebbero verificati disagi di diversa entità su almeno una tratta.
Per Federconsumatori, aumenti di questa portata rischiano di compromettere il diritto alla mobilità e di penalizzare proprio chi sceglie il treno per gli spostamenti quotidiani. L’associazione chiede quindi l’apertura urgente di un tavolo di confronto con Trenitalia per valutare la reintroduzione del Carnet Smart oppure l’introduzione di formule alternative più sostenibili per i pendolari.
Ai viaggiatori viene infine rivolto l’invito a continuare a segnalare disservizi e maggiori spese agli sportelli territoriali di Federconsumatori, così da documentare l’impatto della decisione.

