
Una delle norme più apprezzate dai consumatori, la stretta al telemarketing selvaggio, diventa in questi giorni bersaglio di tentativi di allentarla. L’ultimo è il parere favorevole del governo all’estensione automatica del consenso dato al fornitore del servizio anche alle sue controllate in altri ambiti
Una delle norme più apprezzate dai consumatori, la stretta al telemarketing selvaggio, diventa in questi giorni bersaglio di tentativi di allentarla. L’ultimo è il parere favorevole del governo all’estensione automatica del consenso dato al fornitore del servizio anche alle sue controllate in altri ambiti.
Il consenso si estenderebbe alle controllate
Nello specifico, il Governo ha espresso parere favorevole a un emendamento che peggiora l’art. 2 del ddl n. 1942 (ddl d’iniziativa dei senatori della Lega Garavaglia, Romeo e altri), volto finalmente a estendere alla telefonia il giro di vite contro le telefonate selvagge già previsto per luce e gas. A denunciarlo è stato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Dona: “Si moltiplicano le chiamate”
“In pratica, con l’emendamento di Orsomarso e Tubetti di Fratelli d’Italia si vuole estendere la possibilità che hanno le aziende di contattare per telefono i propri clienti che hanno espresso specifico consenso anche ad altre aziende che hanno acquisito partecipazioni di controllo. Si sblocca, insomma, il cross-selling tra aziende controllate, moltiplicando in tal modo le chiamate, in barba agli italiani che sono arcistufi di ricevere telefonate” conclude Dona.
Il precedente dell’Antitrust
Solo pochi giorni prima, una segnalazione inviata dall’Antitrust al Parlamento e al governo indicava possibili problematiche per la concorrenza legate alle attuali normative. Ad attivare l’Autorità era stata un denuncia di 7 organizzazioni tra cui – sorprendentemente – alcune dei consumatori che chiedono un allargamento delle maglie per i call center.







