
Tra ingredienti critici, profumi sintetici e promesse non mantenute, alcune creme antirughe finiscono sotto accusa nell’ultimo test effettuato dal mensile tedesco Öko-Test che boccia marchi come Lancôme e Yves Rocher. Scoppia il caso “galaxolide” in un cosmetico naturale
Una crema viso costosa non è necessariamente più efficace di una più economica e le promesse di un effetto lifting o di una riduzione delle rughe non bastano a dimostrare che un cosmetico funzioni davvero. È quanto emerge dal test effettuato dal mensile tedesco Öko-Test, che ha analizzato 32 creme viso nutrienti, mettendo alla prova ingredienti, sicurezza, imballaggi e dichiarazioni pubblicitarie.
Il risultato più sorprendente riguarda proprio il rapporto tra prezzo e qualità: tutte le creme più economiche, vendute a meno di 5 euro, hanno ottenuto un giudizio “buono” o “molto buono”, mentre quattro prodotti di marca e più costosi si sono piazzati in fondo alla classifica. In totale, 12 creme hanno conquistato il giudizio migliore e altre 10 sono state valutate positivamente.
Poche prove a sostegno delle promesse
Uno dei punti più critici di questi prodotti riguarda le dichiarazioni anti-age. Alcuni produttori promettono di rassodare la pelle, attenuare le rughe o ottenere un effetto lifting. Ma, secondo l’indagine fatta dal mensile, soltanto tre aziende hanno presentato studi completi e specifici sui rispettivi prodotti. Le prove fornite, tuttavia, non sarebbero sufficienti a dimostrare un vantaggio concreto rispetto a una crema convenzionale.
Un problema che riguarda anche il mercato dei cosmetici a base di collagene e acido ialuronico, spesso pubblicizzati come alleati contro l’invecchiamento cutaneo. Come emerge dalle revisioni scientifiche disponibili, i risultati degli integratori di collagene sono controversi e non consentono di attribuire con certezza i benefici osservati alla sola sostanza. Per l’acido ialuronico applicato sulla pelle, invece, l’effetto più immediato è soprattutto idratante: può rendere temporaneamente la superficie cutanea più liscia e distesa, ma non equivale a un ringiovanimento profondo o permanente.
Il messaggio ai consumatori è chiaro: una promessa antirughe non è una prova di efficacia. Prima di spendere cifre elevate per una crema, è importante distinguere tra un miglioramento temporaneo dell’idratazione e un effetto anti-age dimostrato con studi adeguati.
Il caso galaxolide: ritirata la crema naturale That’s me organic 24h Hyaluron
Tra i casi più problematici segnalati dal test c’è la That’s me organic 24h Hyaluron Creme Aloe, un prodotto certificato come cosmetico naturale ma che ha evidenziato la presenza di galaxolide, una fragranza sintetica appartenente alla famiglia dei muschi policiclici, attualmente sotto accusa su diversi fronti. La sostanza è criticata per la sua capacità di accumularsi nel tessuto adiposo umano ed è sospettata di interferire con il sistema endocrino. Sono stati inoltre segnalati possibili effetti dannosi sul fegato e l’Unione europea sta valutando anche una possibile classificazione come sostanza tossica per la riproduzione. Inoltre questo tipo di ingrediente non dovrebbe essere presente in un cosmetico certificato come naturale e anche le analisi del produttore hanno confermato il risultato. L’azienda ha infatti annunciato la sospensione immediata delle vendite e il ritiro delle scorte ancora disponibili, attribuendo il problema a un lotto difettoso di una componente profumata acquistata da un fornitore.
La presenza del galaxolide ha determinato un giudizio “insufficiente” anche per la Douglas Skin Focus Collagen Youth Anti-Age che arriva in fondo alla classifica ma, essendo un prodotto convenzionale, non è ritenuto fuori norma.
Il galaxolide è una sostanza da tenere sotto occhio soprattutto per la sua presenza nei cosmetici convenzionali e di uso quotidiano. Il Salvagente si è occupato più volte di mettere in guardia il consumatore rispetto alla pericolosità di questo ingrediente e proprio nel numero di ottobre, attualmente in edicola e acquistabile online, ha pubblicato un approfondimento sulla presenza del galaxolide nei deodoranti, con la lista dei prodotti che contengono il muschio sintetico e di quelli che invece lo hanno già eliminato. A questo proposito è utile ricordare che dal 31 luglio è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo sulla presenza degli allergeni nei cosmetici e il galaxolide, che prima si nascondeva sotto la dicitura generica di “parfum” o “fragrance”, ora deve essere elencato tra gli ingredienti con il nome Inci Hexamethylindanopyran. Fino al 31 luglio 2028, tuttavia, sarà possibile trovare in commercio prodotti vecchi, già presenti sul mercato alla data del 31 luglio, che hanno l’elenco degli ingredienti non aggiornato e potrebbero contenere il galaxolide, senza specificarlo in etichetta.
Mel anche Lancôme, Kiehl’s e Yves Rocher
Tra i prodotti peggiori del test figura la Lancôme Nutrix Crème Riche, giudicata “insufficiente” già sulla base della composizione. Öko-Test contesta la presenza di fragranze potenzialmente allergizzanti, come isoeugenolo e alcol cinnamilico, di Peg e derivati, che possono aumentare la permeabilità cutanea, e di idrocarburi aromatici degli oli minerali (Moah). Questi ultimi possono contaminare materie prime a base di oli minerali, come le paraffine, e la categoria comprende anche composti cancerogeni. Restano da chiarire pienamente l’assorbimento cutaneo e l’eventuale accumulo nell’organismo.
Giudizio “scarso” per la Kiehl’s Ultra Facial Cream. La principale contestazione riguarda la clorfenesina, un conservante che può provocare reazioni allergiche, oltre alla presenza di Peg e derivati.
Giudizio “scarso” anche per la Yves Rocher Riche Crème per la presenza di Peg e derivati.
Male L’Occitane Sea Butter, in cui è stata rilevata la presenza di clorfenesina, un conservante che può irritare la pelle, e L’Oréal Age perfect che ottiene un giudizio appena sufficiente per il contenuto di Peg e derivati.
Imballaggi superflui e spreco di risorse
Le criticità riguardano anche l’aspetto ambientale. Oltre tre quarti delle creme sono vendute in un tubetto o in un vasetto inserito anche in una scatola di cartone, destinata a essere gettata subito dopo l’acquisto. La confezione Lancôme aggiunge persino una pellicola esterna all’astuccio.
Öko-Test penalizza gli imballaggi non necessari: soltanto sei produttori rinunciano alle confezioni aggiuntive, e tre di questi hanno ottenuto il giudizio “molto buono”.








