
Un dopobarba dovrebbe lenire la pelle dopo la rasatura, ma non tutti i prodotti superano la prova di laboratorio. Il test condotto dalla rivista tedesca Öko-Test su 18 balsami dopobarba acquistati tra profumerie, drugstore, discount e negozi online, ha bocciato 3 prodotti per la presenza di sostanze critiche
La rasatura può irritare parecchio la pelle. Per contrastare questo problema esistono prodotti specifici da applicare subito dopo il rasoio. Mentre il dopobarba tradizionale, o lozione dopobarba, è composto soprattutto da alcol e profumi e ha lo scopo di rinfrescare e disinfettare la pelle, i balsami dopobarba dovrebbero essere più delicati e lenire la cute grazie a ingredienti come aloe vera e pantenolo. Per capire quanto siano delicati questi prodotti la rivista tedesca Öko-Test ha portato in laboratorio 18 balsami dopobarba acquistati tra profumerie, drugstore, discount e negozi online.
Tre prodotti sotto accusa per clorfenesina, Peg e polimeri sintetici
Cosa è emerso dal test? Tre prodotti sono stati bocciati per la presenza di sostanze critiche. Quattro dopobarba si sono collocati nella fascia intermedia mentre gli altri 11 prodotti hanno ottenuto un giudizio “buono” o “molto buono”.
Tra i prodotti bocciati c’è il L’Occitane Homme Cade After-Shave Balm, valutato “insufficiente”. Nel mirino del test ci sono il clorfenesina, un conservante che può irritare la pelle, i derivati del PEG, che possono aumentarne la permeabilità, e i polimeri sintetici, potenzialmente poco biodegradabili. La confezione, inoltre, combina un tubo di alluminio con un astuccio di cartone; il produttore non avrebbe risposto alle domande sulla quota di alluminio riciclato.
Giudizio “scarso” per il Douglas Men After Shave Balm, che contiene clorfenesina, derivati del PEG e polimeri sintetici. Secondo Öko-Test, il produttore non avrebbe documentato in modo soddisfacente la presenza di oltre il 30% di plastica riciclata nel tubo.
Stessa valutazione per il Tabac Original After Shave Balsam. Tra le criticità segnalate figurano l’isoeugenolo, una sostanza profumante allergenica presente in quantità insolitamente elevata, e l’idrossicitronellale, anch’esso associato a possibili allergie. Il test contesta inoltre la presenza di polimeri sintetici, la mancanza di risposte sulla plastica riciclata e l’imballaggio doppio ritenuto superfluo.
L’indagine ha esaminato anche altri aspetti ambientali, tra cui la presenza di composti clorurati negli imballaggi. Nel caso del Proraso Balsamo Dopobarba, per esempio, è stata contestata la presenza di PVC, PVDC o altri composti clorurati nella guarnizione del tappo: sostanze che possono comportare problemi ambientali, anche in fase di incenerimento.
Serve davvero il dopobarba?
La risposta degli esperti consultati dalla rivista è che non si tratta di un prodotto indispensabile. Dopo la rasatura può essere sufficiente una normale crema idratante, preferibilmente senza alcol, profumi o conservanti potenzialmente irritanti. Tra gli ingredienti utili per sostenere l’idratazione della pelle vengono indicati glicerina, pantenolo, ceramidi, acido ialuronico e niacinamide. Per limitare irritazioni e peli incarniti, il consiglio è preparare la pelle con acqua tiepida, usare una lama pulita e affilata e radersi seguendo la direzione di crescita del pelo, senza esercitare troppa pressione né ripassare inutilmente sulla stessa zona.
Un consiglio fondamentale è quello di non scegliere il dopobarba in base alla profumazione o alle “promesse” del produttore, ma andrebbe sempre controllata la lista degli ingredienti, anche in considerazione della propria tollerabilità cutanea.








