Intelligenza artificiale, quando il servizio gratuito diventa a pagamento: come evitare brutte sorprese

Dai rinnovi automatici ai cambi di condizioni di abbonamento, le offerte di Intelligenza Artificiale abbinate alla telefonia nascondono diverse insidie, come dimostra il caso Tim-Perplexity. Tra scadenze, costi e clausole contrattuali, il presidente del Comitato tecnico-scientifico dell’Associazione italiana professionisti dell’intelligenza artificiale ci spiega a cosa stare attenti

Un anno di Intelligenza Artificiale gratis può trasformarsi in un abbonamento da oltre 200 euro. È quanto rischiano gli utenti che hanno aderito alla promozione di Tim per Perplexity Pro, il servizio di AI offerto gratuitamente per dodici mesi a partire da luglio 2025. Secondo le contestazioni dell’Antitrust, da gennaio 2026 le condizioni sarebbero cambiate: agli utenti è stato chiesto di inserire un metodo di pagamento per continuare a utilizzare il servizio, con l’introduzione del rinnovo automatico a pagamento, per una cifra di circa 229 euro, salvo disdetta.
Dopo numerose segnalazioni, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato verifiche sul caso. Un procedimento ancora in corso, che riporta al centro una questione destinata a riguardare sempre più utenti: quando un servizio digitale viene offerto gratuitamente per un periodo limitato, quali sono i costi e gli obblighi che scattano alla scadenza?

A fare il punto è Rafael Patron, presidente del Comitato tecnico-scientifico dell’Associazione italiana professionisti dell’intelligenza artificiale (AIPIA), che invita a considerare gli abbonamenti AI come qualsiasi altro contratto.

Rinnovo automatico, scadenze e servizi: ecco cosa guardare

Il primo controllo riguarda il rinnovo automatico: è importante verificare se sia previsto, annotare la data di scadenza e individuare per tempo la procedura di disdetta. Nel caso delle offerte abbinate alla telefonia, inoltre, occorre capire se rivolgersi all’operatore o direttamente al fornitore del servizio.

Attenzione anche alle richieste di aggiornamento dei dati di pagamento durante il periodo gratuito: prima di inserire la carta, è fondamentale verificare se la modifica comporti l’attivazione di un abbonamento a pagamento.

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda le caratteristiche del servizio. Espressioni come “accesso ai migliori modelli di AI” possono essere poco chiare se non specificano quali strumenti siano effettivamente inclusi nel piano. Anche i limiti di utilizzo, dal numero di richieste alla generazione di immagini e al caricamento di documenti, devono essere verificati prima della sottoscrizione. Le funzioni possono inoltre cambiare nel tempo: nel caso Perplexity, alcuni utenti avrebbero segnalato blocchi nella generazione di immagini a partire da gennaio 2026.
C’è poi il tema dell’affidabilità delle risposte. I chatbot possono generare informazioni inesatte o inventate, le cosiddette “allucinazioni”, presentandole in modo convincente. Un rischio che diventa particolarmente rilevante quando si utilizzano questi strumenti per attività delicate, come verificare una bolletta, interpretare informazioni sanitarie o preparare un reclamo. Per questo è essenziale controllare i dati attraverso fonti ufficiali e verificare che il fornitore informi chiaramente sui limiti del servizio.

sponsor

Le clausole sotto la lente dell’Antitrust

Il procedimento dell’Antitrust riguarda anche le condizioni generali di Perplexity. L’Autorità ha aperto una consultazione pubblica sui Termini di servizio italiani del 23 gennaio 2026, ipotizzando la possibile vessatorietà di alcune clausole ai sensi del Codice del consumo. Nel mirino ci sono le modifiche unilaterali di prezzi e piani, le limitazioni di responsabilità, il ricorso all’arbitrato individuale con rinuncia alle azioni collettive e le condizioni per la chiusura degli account.
Sono questioni che interessano anche gli utenti di altri servizi digitali: chi può modificare il prezzo e con quale preavviso? Che cosa succede se l’account viene chiuso? Quali strumenti sono disponibili per contestare un addebito o risolvere una controversia?
Per gli abbonamenti conclusi a distanza, il Codice del consumo prevede generalmente un diritto di recesso entro 14 giorni, con eccezioni e condizioni specifiche per i contenuti e i servizi digitali. Anche in questo caso, è importante verificare le modalità di attivazione e le informazioni fornite al momento dell’acquisto.
In generale la regola, prima di attivare un servizio AI gratuito, è quella che vale anche per gli altri servizi: leggere le condizioni contrattuali, salvare una copia dell’offerta, ricordarsi la scadenza e verificare come disdire.
Per orientarsi tra termini tecnici come token, modello linguistico, bias e guardrail, AIPIA mette a disposizione un glossario dell’intelligenza artificiale, uno strumento utile per comprendere meglio le caratteristiche delle offerte e distinguere le prestazioni effettivamente garantite dalle promesse commerciali. Per chi deve confrontare due offerte, sapere che cosa significa una parola nella scheda del piano è già una forma di tutela.
E aiuta a capire quali promesse possono essere mantenute e quali sono soltanto sulla carta.