
Una recente sentenza della Suprema Corte ha stabilito che il rispetto degli standard tecnici non basta. Le aziende devono informare in modo chiaro gli utenti sui possibili rischi. Una decisione che apre la strada su possibili risarcimenti
I produttori di cellulari non sono sollevati da ogni responsabilità rispettando gli standard tecnici delle onde magnetiche (valutate in Sar: massimo 2,0 W/kg) devono anche informare gli utenti sui potenziali rischi.
Lo ha stabilito la sentenza n. 24015/2026 della Corte di Cassazione accogliendo il ricorso di una utente che aveva aperto un contenzioso Apple Distribution International. Il pronunciamento della Suprema corte ha annullato la sentenza di secondo grado e rinviato la causa alla Corte d’Appello di Bologna che, in diversa composizione, dovrà ora emettere una nuova sentenza.
Il caso nasce dal ricorso di una donna contro la Apple che a suo dire, come riporta Businessonline.it, ha usato in modo intenso e quotidiano il proprio telefono, spesso vicino alla testa, anche in presenza di figli minorenni, senza ricevere informazioni adeguate sulle precauzioni per ridurre l’esposizione alle radiofrequenze. Secondo la sua ricostruzione, se fosse stata informata in modo chiaro avrebbe cambiato le abitudini: telefonate più brevi, uso degli auricolari, distanza dal corpo durante la notte.
Il Tribunale di Bologna prima e la Corte d’Appello poi avevano rigettato le pretese della consumatrice che però è ricorsa in Cassazione. Nel terzo grado di giudizio non è stata emessa sentenza che stabilisce la nocività delle onde elettromagnetiche sull’uomo nè ha stabilito risarcimenti. Il pronununciamento della Suprema Corte ha però riconosciuto che il rispetto degli standard tecnici (livello di Sar e marchiatura CE) non basta e quindi il produttore deve mettere in guardia il consumatore sui possibili rischi legati all’uso del dispositivo. E questo nonostante non ci siano prove evidenti della tossicità espositiva alle onde elettromagneiche, anche se la sentenza riconosce l’importanza dell’uso del dispositivo e che il consumatore deve essere messo in guardia dai potenziali rischi, e poi magari decidere in autonomia come usare il cellulare.
Una sentenza importante che riapre il dibattito sulle possibili conseguenze delle onde eletromagnetiche ma che non stabilisce una correlazione diretta tra esposizione e risarcimenti.








