Albero di Natale: quello artificiale è più ecologico solo ad alcune condizioni. La guida per scegliere

ALBERO

Come da tradizione, le famiglie italiane cominceranno a fare l’albero di Natale a partire dall’8 dicembre, festa dell’Immacolata. Negli ultimi anni si è sempre più diffusa l’usanza di comprarlo artificiale invece che naturale, per ragioni ecologiste. Ma siamo sicuri che l’albero di plastica sia sempre meglio per l’ambiente rispetto a quello sradicato e ripiantato in casa o addirittura ricollocato senza radici? A questa domanda risponde il magazine francese 60 millions de consommateurs, secondo cui per gli alberi artificiale, ci vorranno dieci anni per attutirne l’impatto.  “Gli alberi di plastica sono realizzati con derivati ​​del petrolio e spesso provengono dalla Cina”, spiega Florence Clément, responsabile dell’informazione presso l’Agenzia per la transizione ecologica francese.

Artificiale, quando è meglio

Tra il materiale inquinante utilizzato, difficilmente riciclabile, e la distanza percorsa, che aumenta le emissioni di anidride carbonica, l’albero artificiale risulta quindi a priori poco ecologico. “A meno che non lo conserviamo per almeno dieci anni” spiega la specialista, “A partire da questa shelf life, il suo impatto ambientale dovuto alla produzione e al trasporto è sufficientemente ammortizzato”. Per conservarlo il più a lungo possibile, si consiglia di conservarlo in un luogo asciutto, nella sua scatola originale.

Naturale, i pro e i contro, e la seconda vita

Se sono naturali al 100%, le conifere riportate ai punti di raccolta dopo l’utilizzo natalizio possono essere trasformate in compost e utilizzate come fertilizzante. Oppure verranno tagliate in piccole scaglie da spalmare ai piedi degli arbusti dei giardini pubblici, secondo il principio della pacciamatura: “In particolare, questo impedisce il disseccamento del terreno e serve da rifugio per insetti utili”, precisa Florence Clément. Una tecnica che limita anche la crescita delle erbe infestanti. A come scegliere gli alberi naturali e come conservarli, il Salvagente ha dedicato una mini-guida. Ovviamente per chi vive in Italia è meglio optare per un albero piantato nel nostro paese, in modo da limitare il costo del carbonio associato al trasporto. “Non esitate a chiedere al commerciante l’origine della conifera, se non è elencata sull’etichetta”, consiglia Frédéric Naudet, presidente dell’Associazione francese dell’albero di Natale naturale. “A volte vengono menzionate solo le dimensioni e il tipo di albero”.

Assemblabile in legno, a cosa stare attenti

Per chi opta per un albero in legno assemblabile, molto meno inquinante di una versione in plastica e riutilizzabile ogni anno, è importante assicurarsi che le parti non siano verniciate. La verniciatura renderebbe impossibile il riciclaggio e l’albero finirebbe nel cassonetto dell’indifferenziata. Un destino identico è riservato agli alberi naturali ricoperti di neve artificiale o tinti. “Tutti questi elementi superflui, tossici per l’ambiente, condannano l’albero allo spreco”, avverte Florence Clément di Ademe. È quindi importante scegliere un albero privo di ornamenti per il riciclaggio.