Pesce, da oggi scatta il fermo pesca nel Tirreno e Ionio. Attenti alle frodi

Scatta oggi il fermo pesca per 30 giorni consecutivi nel tratto di costa che va da Brindisi a Roma, andando ad aggiungersi al divieto già attivo nel tratto da San Benedetto del Tronto a Bari, dove si tornerà a mare solo il 23 settembre. Tornano in mare – dopo lo stop del 30 luglio scorso – i pescherecci nell’Alto Adriatico da Trieste ad Ancona.

Con l’estendersi del blocco allo Ionio e al Tirreno che, coinvolge Puglia, Basilicata, Calabria Campania e parte del Lazio – denuncia Impresapesca Coldiretti – aumenta anche il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare. Un pericolo favorito dal fatto che – sottolinea Coldiretti – in Italia più di 2 pesci su 3 consumati nei territori interessati dal blocco vengono dall’estero.

Come riconoscere le zone di pesca

Per essere certi dell’origine del pesce che portiamo in tavola occorre leggere l’etichetta che per legge deve essere messa a disposizione del consumatore e riportare, tra le altre cose, l’area di pesca (Gsa). La zona Fao del Mediterraneo è identificata con il codice 37.1 mentre è previsto la possibilità di indicare aree specifiche di cattura: Sardegna (Divisione 37.1.3) Mar Adriatico (Divisione 37.2.1) Mar Ionio (Divisione 37.2.2).

Infine esistono anche le sottozone che, come ricorda la Coldiretti, possono essere specificate in etichetta: Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta).

La prossima data del fermo biologico 2018, precisano ancora da Coldiretti, riguarderà l’alto Tirreno, da Civitavecchia a Imperia dal 1° ottobre al 30 ottobre. Dal 15 settembre si fermeranno le attività in Sardegna per un mese consecutivo mentre per la Sicilia la Regione ha disposto uno stop di un mese nel periodo compreso tra agosto e ottobre a scelta delle imprese.