Silicone, legno, plastica: gli utensili migliori e più sicuri per cucinare

La voglia di rinnovare e riorganizzare è tipica di questi periodi di fine estate, giorni in cui le nostre intenzioni sono tante e la forza per metterle in pratica è aumentata. E non è infrequente, per chi ama sperimentarsi in cucina, che proprio quello sia il luogo da cui iniziare. Magari con qualche certezza, come tentiamo di spoiegare nei Miti Alimentari di questa settimana.

Quest’anno mi cimenterò in cucina più preparato per cui dovrò stare molto attento sul tipo di tagliere da utilizzare…

VERO/FALSO Uno dei miti più conosciuti è quello di non tagliare la carne cruda su del legno. In parte ciò è vero perché il legno è un materiale ”ospitale” che si presta a diventare un ottimo sito dove i batteri possono crescere e moltiplicarsi e se a farlo sono quelli patogeni possiamo avere dei danni anche gravi per la nostra salute. Vari studi hanno dimostrato come la plastica, che è spesso l’alternativa più usata, e il legno diano gli stessi problemi di contaminazione batterica. Questo risultato dipende anche da una serie di fattori come ad esempio la profondità dei solchi sul tagliere di legno o di plastica che sia. Tanto più incidiamo il piano di taglio tanto più i batteri potranno crescere e prosperare e si creerà un habitat a loro del tutto favorevole che nel caso del legno è favorito perché non è un materiale lavabile in lavastoviglie.

Con il tagliere di plastica basta un passaggio sotto l’acqua e sto tranquillo…

FALSO La plastica ha il grosso vantaggio di potere andare in lavastoviglie e questo ne permette una pulizia più semplice, ma molti neofiti comunque pensano che un semplice passaggio sotto acqua corrente possa bastare. Purtroppo non è proprio così, i batteri possono essere tenaci e non si staccano facilmente dalla superficie, di plastica che può essere incisa né più né meno del legno e offrire un porto sicuro e franco per i batteri. Come si vede è sempre importante anteporre la sicurezza di ciò che mangiamo alla praticità o al semplice risultato che avremo nel piatto. In conclusione, i taglieri vanno ben puliti, non trattati come delle ceppaie e vanno usati, laddove possibile, in maniera separata per carni, vegetali, pesce etc.

Approfitto del ritorno a casa per cambiare il mio set di utensili da cucina, credo sceglierò il legno come materiale di base

VERO Gli utensili in legno sono spesso delle piccole opere d’arte, naturalmente quelli costruiti artigianalmente che rappresentano una storia e una tradizione locale, e mestoli, cucchiai o taglieri sono preferibili alla muta plastica che non trasmette alcunché a chi la usa. Il legno ha anche altri vantaggi come quello di non deformarsi alle alte temperature, non trasmettere calore e quindi non ustiona i cuochi distratti, e infine ha una durata anche molto lunga. Alcuni tipi di legno come l’olivo permettono di creare dei taglieri resistenti quanto l’acciaio, facili da pulire, duraturi, inoltre gli utensili in legno non graffiano o incidono il fondo delle pentole specie quelle antiaderenti. Ahimè, il legno ha qualche problema, perché è più complesso da pulire, perché non può andare in lavastoviglie, perché tende ad assorbire odori e altre sostanze. Il legno va lavato con cura, e se usate detersivi molto profumati non meravigliatevi di avere poi un ragù con un leggero retrogusto di limone o di aceto. Il consiglio da seguire è di avere un set di utensili dedicato ad esempio alla carne e un secondo per frutta e ortaggi. La plastica ha il vantaggio di potere essere lavata con rapidità e facilità, ma tende facilmente a incidersi, a deteriorarsi e non può assicurare più la stessa efficacia. Un’alternativa a plastica e legno può essere l’acciaio, che però può provocare delle scottature agli incauti, ma si lava facilmente e non si deforma nel tempo.

Come souvenir dalla montagna mi hanno regalato una bellissima “parannanza” ne farò buon uso in cucina e la sfoggerò con gli amici durante le cene…

VERO I grembiuli o ancora meglio le “parannanze” sono dei bellissimi regali che oltre a dimostrarci l’affetto di chi ci ha pensato, sono più che utili in cucina. Però non vanno dimenticate alcune regole come lavarsi le mani prima di iniziare a manipolare i vari alimenti e soprattutto dopo aver toccato la carne cruda o aperto delle uova fresche e va fatto per almeno 45 secondi, basta cantare “tanti auguri a te” per essere certi di averlo fatto. La cosa peggiore è usare la parannanza per pulirsi le mani perché diventerà presto un ricettacolo di batteri che trasferiremo da una preparazione all’altra. Si deve anche evitare di usare lo straccio per pulirsi le mani, e il grembiule per pulire il piano di lavoro. Nelle strutture professionali si devono indossare delle cuffie o delle bandane oltre a delle retine per le barbe molto importanti, ma a casa  bisogna essere attenti alla propria persona per evitare di ritrovare peli o capelli nelle varie preparazioni che possono imbarazzarci con i nostri ospiti. Ricordiamoci che le regole d’igiene in cucina vanno rispettate sempre senza deroghe o compromessi. Per cui non dobbiamo assaggiare cibi con le mani nude, non usare posate per assaggiare che poi continuiamo ad usare per mescolare, non starnutire o soffiarsi il naso in vicinanza di pentole e tegami,  avere cura degli utensili e della nostra igiene personale e allora la “parannanza” sarà stata regalata alla persona giusta.

Ho visto a casa di amici molti utensili in silicone, credo sia un’ottima soluzione per la mia cucina

VERO Il silicone è sempre più presente fra i materiali di cucina e questo per vari motivi. È facile da lavare anche in lavastoviglie, ma è meglio evitare di usare il brillantante. È facilmente colorabile permettendo degli effetti cromatici interessanti, è molto leggero e soprattutto non si rompe seguendo… la gravità newtoniana. Insomma è a prima vista un materiale ideale per vari motivi. Ha come tutti i materiali degli svantaggi: ad esempio prima di usarlo deve essere lavato in lavastoviglie e spesso si consiglia di fare un impasto con farina e del burro che cotti in forno permettono di far aderire tutti i residui di lavorazione del silicone che sarebbe dannoso ingerire. Con il silicone non vanno usati coltelli o forchette o  spugnette metalliche che lo danneggerebbero irrimediabilmente. Non può andare sulla fiamma diretta, ma molti dimenticano che oggi anche i forni a microonde possono dare problemi analoghi se viene attivata la funzione crispy.

Un accessorio in silicone vale l’altro e trovo inutile spendere di più quando posso risparmiare…

FALSO Bisogna diffidare di siliconi di bassa qualità e che più facilmente rilasciano qualcosa di poco salubre. Esiste un silicone alimentare, il platinico è l’ideale, che è resistente anche nel forno, è flessibile, elastico e antiaderente. All’acquisto basta piegarlo, come si fa con un paio di scarpe nuove, e se appaiono delle strane colorazioni oppure delle piccole crepe allora parliamo di un silicone scadente che viene prodotto con l’aggiunta di altri materiali. Per sicurezza basta cercare l’etichetta e il marchio UE che consigliano l’uso e le attenzioni da seguire prima di usare il prodotto appena scelto.