Concorsi a premi online, la trappola per rivendere i dati personali al telemarketing selvaggio

All’ombra dei grossi scandali sulla compravendita dei dati personali di chi naviga su internet, come quello che ha colpito Facebook, ci sono altri casi, più piccoli, ma altrettanto insidiosi che riguardano tantissime persone. Uno di questi riguarda i concorsi a premi online utilizzati per “profilare” chi partecipa e venderne i dati a terzi per scopi commerciali.

L’esca del buono spesa Lidl

Una segnalazione arrivata al Salvagente dimostra come questo settore ha ancora troppe zone d’ombra. Il signor Matteo da Roma riceve una mail dall’oggetto “Matteo il tuo buono Lidl é in attesa, non sei piú interessato?”. Aprendolo trova un’immagine con un carrello della spesa pieno e il logo della Lidl. Il testo recita: “Questa é purtroppo l’ultima volta che possiamo contattarti per ricordarti che il tuo buono Lidl da 500€ é in attesa. Dal 1 Aprile tutti i buoni non ritirati saranno riestratti a sorte e consegnati ad altri potenziali vincitori”. Lasciando intendere che il premio è già stato vinto da Matteo (anche se lui non ha mai giocato) e che per riceverlo deve solo confermare le informazioni richieste in un link riportato sotto.

L’incubo del telemarketing

“Se clicchi – spiega il nostro lettore – vai su una pagina che ti fa 3 domande (finte) poi arrivi su una pagina che ti chiede di compilare una form con dati personali (nome, cognome, email, cap, località e data di nascita)”. Tra le liberatorie che il malcapitato deve spuntare per poter ricevere il premio c’è anche quella che permette ai promotori i suoi dati per finalità di “marketing (invio di materiale pubblicitario, vendita diretta e comunicazione commerciale)”. Tra le categorie di aziende terze a cui sarà possibile cedere le preziose informazioni ci sono: aziende di telefonia (Tim, Vodafone e Wind), dell’editoria, commercio elettronico di prodotti e servizi, settore energetico, alimentare, assicurativo e finanziario, agenzie di viaggi, di formazione professionale, di pubblicità.

Il gioco vale la candela?

Nel migliore dei casi, dunque, questi concorsi si basano su un investimento irrisorio (in questo caso un singolo premio da 500 euro), in cambio di migliaia, forse decine di migliaia di profili da vendere e rivendere ad aziende di qualsiasi settore commerciale. Già così, sembra il caso di mettere all’erta il consumatore di fronte all’opportunità di scambiare una remota ipotesi di vincere una somma non eccezionale con il tormento di telefonate commerciali a tutte le ore del giorno. Nel peggiore, qualcuno potrebbe usare i dati, per ricostruire il codice fiscale e associarlo a carte prepagata in modo da acquistare sim sotto falso nome.

L’azienda oggetto di lamentele

Ci sono poi anche le zone d’ombra. Nel caso segnalato da Matteo, l’azienda promotrice del concorso è la tedesca Toleadoo, con sede a Sulzbach, vicino Francoforte, già segnalata in passato dal sito di consumatori Onlinewarnungen, che nel dicembre 2016 scriveva: “Molti consumatori si lamentano dopo aver partecipato alle lotterie rispetto alla pubblicità telefonica aggressiva. Spesso i partecipanti non erano a conoscenza del fatto che i loro dati fossero utilizzati a fini promozionali e condivisi con terze parti. Gli utenti acconsentono all’uso, all’elaborazione e alla divulgazione dei propri dati partecipando al Concorso, ma spesso è scritto molto piccolo”.

Tirati in ballo Coop e Carrefour a loro insaputa

Inoltre scopriamo sulla pagina del regolamento del concorso  dei link a siti premiospesa.it e non-basta.com, in cui si vengono tirati in ballo altri marchi commerciali, come Coop, Carrefour, Penny e iPhone senza che questi siano in alcun modo collegati al concorso.  Chiamiamo Assoconcorsi, l’associazione di categoria, per capire com’è possibile che un’azienda tedesca emetta un concorso così ambiguo a danno degli italiani.

Come funzionano i controlli

Ci viene risposto che a controllare la regolarità di un concorso a premi in Italia è il Ministero dello sviluppo economico e che nello specifico é la Camera di commercio interessata a controllare che un premio venga veramente assegnato. Per la legge italiana, infatti, deve esserci un soggetto delegato nel territorio nazionale, che nel caso di Toleadoo è Alfaplanner S.r.l con sede legale a Grosseto, che  sul sito vanta collaborazioni con Trenitalia, Segafredo, Iveco, Corriere dello Sport, Google, Wind, Mercedes Benz e Skybet. Li chiamiamo per chiedere spiegazioni su Toleadoo e sulla modalità ambigua e al limite della truffa con cui si è proposto il premio al nostro lettore. Attendiamo ancora una risposta.