Falso extravergine, Striscia la notizia fa il test ma non fa i nomi

Si dice il peccato ma non il peccatore. Una costante dell’informazione alimentare italiana nella quale stavolta è caduta anche Striscia la Notizia presentando i risultati di un test su 11 oli low cost: 5 sono risultati “falsi extravergine” ma il Tg satirico di Antonio Ricci non ci ha svelato i nomi. Un vero peccato per una testata che ha sempre difeso i consumatori… fino in fondo.

Il terreno si sa è scivoloso… e lo sappiamo bene noi del Salvagente che nel giugno del 2015 portammo in analisi 20 bottiglie di olio e ben 9 risultarono, alla prova organolettica, falsi extravergine: tutti i nomi vennero pubblicati sul giornale (acquista qui) e l’allora procuratore di Torino Raffaele Guariniello aprì un’inchiesta ipotizzando frode in commercio proseguita da 4 procure diverse. Con strascichi giudiziari tutt’ora in corso.

Tutto impeccabile ma…

Insomma fare i nomi nell’informazione a tutela dei consumatori è tutto ma si sa si finisce nei guai. Il servizio di Max Laudadio di lunedì scorso è impeccabile. Il test è stato condotto su 11 marchi low cost che dichiarano in etichetta la miscela di “Oli comunitari” o di “Oli non comunitari” oppure di un mix di oli comunitari e non. Le analisi chimiche, per valutare il rispetto dei parametri di legge, hanno dato esito positivo (come successe anche nel nostro caso). Le bocciature sono arrivate alla prova organolettica, il famoso panel test, obbligatorio anch’esso per legge, attraverso il quale, un comitato di assaggiatori professionisti, deve accertare l’assenza dei difetti dell’olio per fregiarsi della denominazione “extravergine”. Cosa che evidentemente non è successa ai 5 “pescati” dal panel ingaggiato da Striscia che ha declassato a semplice vergine ben 4 prodotti e uno addirittura “lampante“, cosa ancor più grave perché per legge non commestibile.

Il dubbio è immediato: Striscia ha denunciato i produttori di un olio pericoloso per i consumatori? E se lo ha fatto – come ci auguriamo – perché non dirlo anche ai suoi ascoltatori che non sapendolo potrebbero continuare a consumarlo?

(prosegue dopo il video)

Il made in Italy è garanzia assoluta?

Tutto bene tranne il finale. Sul più bello infatti Max Laudadio dopo averci svelato il peccato non ci dice chi è il peccatore: i nomi dei bocciati infatti restano top secret. E che a farlo sia stata Striscia ci lascia delusi.

Il servizio si conclude con i consigli per gli acquisti. “Acquistate made in Italy, oli tracciati”. Peccato che le cronache di questi anni ci hanno raccontato di frodi commesse in Italia dove prodotti blasonati “italiani” venivano riempiti con olio greco e non solo.