Nell’eterna battaglia tra vini bianchi e rossi… vince troppo spesso la confusione

Ancora una puntata di Miti Alimentari interamente dedicata al vino, passione italiana e argomento di lunghe disquisizioni tra appassionati e neofiti.

Il vino bianco mi crea problemi di mal di testa…

VERO I vini bianchi non hanno un forte sistema di autodifesa che invece nei vini rossi è assicurato dagli antiossidanti presenti nelle bucce degli acini di uva.  Per questo i bianchi vanno protetti con l’aggiunta controllata e regolamentata di dosi maggiori di solfiti o anidride solforosa che ne evitino l’ossidazione. Questi solfiti fanno sì che il vino non “maderizzi” ovvero non si scurisca, diventi caramellato o troppo dolciastro per essere apprezzato dal consumatore. I solfiti aggiunti permettono dunque una conservazione migliore e più duratura del vino e nonostante ciò vini bianchi molto “anziani” sono più rari rispetto ai grandi vini rossi. Il mal di testa che si associa al consumo di vini bianchi a volte è solo un modo per nascondere un bicchiere di troppo che dà alla testa e solo in parte può essere dovuto alla difficoltà di smaltire questo eccesso di solfiti aggiunti.

A me, invece dà problemi di acidità…

VERO I vini bianchi sono naturalmente un po’ più acidi e questo per dare una maggiore vivacità al vino bianco rispetto a uno rosso. Questo però comporta che chi già ha bruciore di stomaco possa soffrire maggiormente questa caratteristica, ma il bere in modo contenuto e accompagnandosi con un buon piatto dovrebbe ridurre questo sgradito effetto sullo stomaco.

Bevo preferibilmente del rosso per potere combattere il mio eccesso di colesterolo

FALSO Il vino rosso è ricco di antiossidanti che derivano dalle uve usate, dal metodo di vinificazione e da altri fattori. Dal qui a dire che il vino rosso curi il colesterolo mentre i bianchi sono inutili c’è un oceano… di vino nel mezzo. I flavonoidi, fra cui il famoso resveratrolo che si è poi rilevato non così efficiente come si credeva, potenzialmente non fanno produrre del colesterolo cattivo come l’LDL, ma si ottiene lo stesso risultato mangiando tanta frutta, adottando uno stile di vita sano e attivo. Lo studio americano più recente ha dimostrato che le saponine presenti sugli acini tendono a fare ridurre il colesterolo perché letteralmente lo catturano nel circolo sanguigno e i vini rossi contengono fino a dieci volte di più di tali molecole. Va anche detto che queste saponine così utili per noi le troviamo anche nell’olio extravergine di oliva e nella soia per cui  abusare del vino per avere più saponine non è una buona soluzione, meglio berne con moderazione e maggiore conoscenza. Beatificare i vini rossi o dannare i vini bianchi non descrive al meglio la realtà. La Dieta Mediterranea prevede la presenza di un buon calice di vino sulla tavola per le signore e di un paio di calici per l’uomo a pranzo senza problemi. Il termine Dieta Mediterranea va però accettato nella sua interezza e il vino sulla tavola quotidiana deve accompagnarsi con il consumo di legumi, di frutta, di pesce azzurro, una costante attività fisica etc. Come si suole dire “o tutto o niente”.

Per non ingrassare preferisco una birra al vino, meno alcol meno calorie

FALSO In generale tutte le bevande alcoliche fanno ingrassare, basti pensare che in Sud America ci sono numerosi autoveicoli che sono alimentati ad alcol anzichè a benzina questo perché l’alcol è una fonte di energia. L’alcol di sicuro è poco amico della linea oltre che della salute in generale se bevuto in eccesso, ma scegliere una birra chiara significa più o meno introdurre 110 calorie per una lattina fino anche a 265 calorie per una pinta da oltre 50 cl della varietà doppio malto. Il vino ci dona circa 70 calorie per bicchiere che aumentano con la gradazione alcolica; quindi la birra sembra più “leggera”, ma contiene molti carboidrati e ha anche un effetto “gonfiante” maggiore di quello del vino. Di solito di birra se ne consumano quantità maggiori perché, diciamoci la verità, un solo bicchiere di birra non riesce a soddisfare il nostro palato cosa che può fare il lento assaporare di un buon calice di vino a tavola.

Alcol e cioccolato hanno fra di loro un legame segreto, ma credo che sia solo una leggenda

FALSO Il consumo di alcol nel caso delle donne ha spesso un effetto maggiore e più duraturo e ciò a causa delle differenze biochimiche che esistono fra i due sessi. In poche parole, il fegato maschile riesce a detossificare più rapidamente l’eccesso di alcol etilico, che per il nostro corpo è un composto infiammatorio naturale, rispetto al fegato femminile. Ciò comporta che il tempo di recupero è maggiore per le signore, questo aspetto per taluni era nel passato poco edificante e quindi si proibì, per quanto possibile, che le donne bevessero dell’alcol in pubblico. Ciò “spuntò” una della armi di conquista del cuore femminile a disposizione dei cavalieri. Leggenda vuole che l’idea di nascondere l’alcol all’interno di cioccolatini al liquore permettesse di aggirare questo divieto e di tentare la conquista, mascherando l’alcol in modo molto semplice e aggiungendo anche le proprietà afrodisiache che il cacao ha di suo. Questa leggenda spiegherebbe perché ancora oggi a distanza di secoli, un cavaliere prima o poi offrirà alla sua bella dei cioccolatini al liquore anche se il divieto è di fatto scomparso ed una cena a lume di candela e con due calici di ottimo vino possono aiutare il timido pretendente.