Torna, puntuale, la pediculosi nelle scuole. Le armi per affrontarla

Ci risiamo. Puntuali, poco dopo il suono della prima campanella, tornano. E non c’è un periodo preferito. Faccia caldo o freddo non fa molta differenza, prendere i pidocchi è una sorte cui difficilmente si sfugge. Ma condividere questa sventura con altri non è consolatorio: si prova imbarazzo, se non vera e propria vergogna, e per di più si deve combattere con un insopportabile prurito. E purtroppo sappiamo tutti quanto è difficile liberarsi di questi ospiti sgraditi.

LA VIA “CHIMICA

In commercio esistono diversi prodotti appartenenti a due grandi famiglie: gli insetticidi neurotossici e i cosiddetti asfissianti. I primi, gli unici trattamenti disponibili fino a qualche anno fa, agiscono bloccando il sistema nervoso dei pidocchi e vanno usati solo in presenza di insetti vivi. Possono essere a base di malathion, piretrine naturali (agenti estratti dai crisantemi) o piretrinoidi, sostanze analoghe ma di sintesi come la permetrina e la d-fenotrina.
I prodotti di questo tipo, benché provatamente efficaci nell’eliminare i pidocchi, sono accusati di tossicità. Uno studio del 2006 dell’Istituto nazionale francese della salute e della ricerca medica sul legame tra leucemia infantile e pesticidi suggeriva la responsabilità, tra gli altri, dei prodotti antipediculosi. Chiaramente il rischio non sussiste con un trattamento (anche ripetuto dopo 7 giorni) una volta ogni tanto, però certo è bene non eccedere.
Ma non è questo l’unico problema di questi prodotti: il loro uso inappropriato per dosi e tempi comporta un elevato rischio di aumento delle resistenze con il risultato di selezionare pidocchi resistenti. Inoltre le lendini non hanno un sistema nervoso e quindi non sono sensibili agli insetticidi e, potendosi schiudere anche dopo una decina di giorni, possono sopravvivere anche ai due trattamenti a 8 giorni di distanza, normalmente consigliati.

LA VIA “MECCANICA”

I prodotti asfissianti, sono più sicuri, dato che svolgono un’azione meccanica e  e agiscono chiudendo gli orifizi respiratori, in pratica togliendo l’aria agli insetti. Sono per lo più a base di oli minerali e di derivati del silicone e formano una pellicola occlusiva intorno al pidocchio immobilizzandolo e soffocandolo. Sono però dispositivi medici, una categoria poco regolamentata e controllata. Anche rispetto all’efficacia non esistono studi scientifici che la provino e non resta che affidarsi a quelli forniti dai produttori. In questo caso meglio se si tratta di studi in vivo, condotti nelle condizioni reale di utilizzo, piuttosto che in vitro.

LA STRADA NATURALE

Soprattutto nel caso di bambini, si potrebbe provare con metodi naturali meno aggressivi, come il balsamo di cui qui vi parliamo (e che vi consigliamo di provare prima all’interno della piega del braccio per verificare che non vi sia alcuna reazione allergica).
Ecco gli ingredienti che ci occorrono (reperibili in erboristeria e on line): burro di karitè bio, olio di neem bio, olio di cocco, olio essenziale di lavanda e vitamina E.
Passiamo al procedimento di preparazione: facciamo fondere il burro di karitè a bagno maria; una volta sciolto, spegniamo il fuoco e aggiungiamo l’olio di neem e quello di cocco, mescolando con cura, meglio se con l’aiuto di una frusta. Aspettiamo quindi che il composto si intiepidisca (basteranno circa 5 minuti) e riponiamolo in freezer. Rimescoliamo ogni tanto finché non diventa compatto. A questo punto, possiamo riprenderlo per aggiungere gli altri ingredienti a uno a uno, ricordandoci di mescolare a ogni aggiunta, per renderlo il più possibile omogeneo (se il composto è troppo solido, lo si può riscaldare per qualche istante, se al contrario dovesse presentarsi troppo liquido, si dovrà rimettere in congelatore). Versiamo quindi la miscela ottenuta in una pentola con coperchio a chiusura ermetica, lasciandola raffreddare a temperatura ambiente prima di utilizzarla.
Quando è pronto, applichiamo il balsamo sui capelli umidi, insistendo particolarmente sul cuoio capelluto. Lasciamo riposare per 15 minuti e poi utilizziamo un pettinino per pidocchi, quello a denti molto fitti, per eliminare i pidocchi morti e le lendini (le uova del pidocchio) e infine risciacquiamo i capelli con uno shampoo all’olio essenziale di lavanda. L’applicazione va ripetuta ogni 3 giorni per 2 settimane. Il prodotto si conserva per 3 mesi lontano da luce e calore.