Konsumer contro i corsi Europa Cube: illudono i giovani con una pubblicità ingannevole

Voglio fare l’europrogettista! Se avete un amico o un parente, o siete voi stessi ad avere questa ambizione, sappiate che diventare uno specialista della redazione e presentazione di progetti che partecipano a bandi europei (ecco, in pillole, cosa fa un europrogettista) non è uno scherzo. Si tratta di una figura professionale in grande ascesa negli ultimi anni, per la quale però non esiste un corso di laurea ad hoc. Inevitabile, vista l’assenza di titoli ufficiali, che siano fioriti innumerevoli corsi di specializzazione che assicurano formazione e titoli spendibili sul mercato del lavoro in questo settore.

EUROPA CUBE NEL MIRINO DI KONSUMER

Ma attenzione, mantengono tutti le promesse che fanno?

C’è chi, come Konsumer Italia, mosso da più di un dubbio ha vestito i panni dell’investigatore e si è messo a scandagliare il mondo fiorente di queste scuole. Trovando, a suo avviso, chi non opera in maniera chiara e trasparente come dovrebbe. L’associazione dei consumatori, dopo una lunga inchiesta, ha deciso di denunciare all’Antitrust per pubblicità ingannevole e concorrenza sleale la scuola di formazione Europa Cube Innovation Business School.

Secondo gli esperti di Konsumer, infatti, il sito di Europa Cube sarebbe pieno di comunicazioni fuorvianti capaci di trarre in inganno i destinatari, in particolare con riferimento ai corsi di europrogettazione, percorsi di formazione della durata di appena 5 giorni.
Il sito della scuola, www.eurogiovani.it, per esempio, è pieno di riferimenti equivoci a “Master”, “Certificati” e “Registri europei”, probabilmente con l’intento di dare maggiore credibilità alla scuola e convincere i giovani ad iscriversi ai corsi.

L’AZIENDA: NESSUN INGANNO AI CONSUMATORI

La società – che noi abbiamo subito contattato e che ci ha risposto con solerzia e disponibilità – si dice però sicura della massima trasparenza della sua comunicazione. Nessun inganno ai consumatori, ci assicurano, ma al contrario una proposta seria e chiara di un percorso formativo intensivo e concreto che consente poi di approfondire la materia lavorando direttamente su un bando reale, cosa che viene fatta con il project work di 6 mesi successivo alle giornate d’aula. Infine, dall’azienda ci tengono a sottolineare che sono pronti a confrontarsi con l’Antitrust dando ogni spiegazione e chiarimento necessari al momento in cui saranno contattati.

LE “ACCUSE” DEI CONSUMATORI

Ma cosa contesta esattamente Konsumer a Europa Cube?

Sono vari i profili di illegittimità su cui l’associazione dei consumatori invita l’Antitrust a indagare.
Ad esempio, dal sito risulta che il Master in Europrogettazione è “validato” dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), con ciò facendo intendere – secondo gli esperti di Konsumer – che il ministero abbia dato una sorta di approvazione al corso dopo un controllo preventivo (come richiederebbe una vera e propria “validazione”). Ma in realtà il codice MIUR presente sul sito è relativo ad una mera iscrizione nell’anagrafe degli enti di ricerca del MIUR che viene fatta autonomamente dai soggetti senza essere sottoposta ad alcun controllo preventivo da parte del ministero.

In secondo luogo, sempre sul sito viene reclamizzata con enfasi l’iscrizione al Registro Europeo degli Europrogettisti per chi consegue il Master. Ma secondo Konsumer, questa istituzione, con sede ad Amsterdam, altro non sarebbe che un registro creato e gestito dalla stessa Europa Cube e dai suoi amministratori, non certo un ente terzo.

E ancora: spiega Konsumer Italia nella denuncia presentata all’Antitrust che la vantata certificazione secondo gli standard di Qualità UNI ISO 29990 (specifica per la progettazione ed erogazione della Formazione) ed UNI EN ISO 9001 (per il sistema di gestione), non riguarda la qualità della formazione (come il tenore del messaggio sul sito tende a far credere), bensì semplicemente il rispetto di alcune procedure organizzative.

IL MASTER HA SOLO VALORE ACCADEMICO

Infine, sempre secondo Konsumer, la scuola di formazione tende a generare confusione quando afferma (nella sezione del sito “Domande frequenti”) che “i Master di Europa Cube Innovation Business School assegnano l’Attestato del Titolo del Master”.
Il titolo di studio, infatti, non ha valore legale perché non è equiparabile a quello conseguito attraverso la frequenza di un master di I o II livello, trattandosi di un titolo rilasciato esclusivamente dallo stesso ente erogatore del servizio, cui può riconoscersi solo un valore accademico, cioè di perfezionamento in un determinato settore.

Insomma, secondo l’associazione dei consumatori, il continuo utilizzo da parte di Europa Cube di termini ambigui, riferimenti di non immediata comprensione e di loghi evocativi, sarebbe suscettibile di ingenerare confusione nei consumatori, inducendoli a interpretare l’offerta formativa in maniera diversa da quella che realmente è.

Ora la palla passa all’Antitrust, che avrà il compito di accertare o meno la sussistenza dei profili di ingannevolezza sollevati da Konsumer Italia.

“DOPPIO DANNO: AI GIOVANI E ALLE AZIENDE”

“Le scuole di formazione che si comportano scorrettamente – ci dicono dall’associazione – purtroppo creano un danno enorme in questo momento di difficoltà occupazionale: innanzitutto illudono i giovani di poter acquisire in soli 5 giorni le tante e specifiche competenze che un europrogettista deve avere; quindi creano e immettono sul mercato del lavoro delle figure del tutto impreparate che, pur di fare qualcosa, accettano di lavorare anche gratis. Non solo, il basso livello di preparazione fa sì, poi, che si producano progetti scadenti e che il bando non si vinca mai; così, alla fine, anche l’azienda o l’ente committente si convincono che i fondi europei siano irraggiungibili, si scoraggiano e rinunciano a partecipare a successivi bandi. Insomma, si crea un circolo vizioso che tiene l’Italia agli ultimi posti tra le nazioni che accedono ai fondi che l’Unione europea concede generosamente. Un incredibile spreco di opportunità di lavoro e sviluppo, cui si può porre rimedio solo con una crescita culturale che faccia capire l’importanza di una seria formazione dei professionisti del settore”.