Il bacio pericoloso di Kiss and go

In appena 15 minuti di sosta occorre raggiungere il terminal “partenze”, scaricare i bagagli, salutare parenti e amici e ripartire in auto. Stessi tempi anche per gli automobilisti in transito “arrivi” negli aeroporti dove è presente la “Zona a traffico controllato” (Ztc).
È il sistema Kiss and fly (qualche scalo lo chiama Kiss and go), ovvero il servizio automatico di sorveglianza con telecamere, per la registrazione targhe e il controllo dei “tempi di permanenza” nell’area di parcheggio “breve”.

 

Un abbraccio, ma che non sia lungo

Lo hanno adottato molti aeroporti, da Bergamo a Cagliari, passando per Bologna, Brindisi, Milano Malpensa, Napoli, Palermo e Roma Fiumicino. E in dieci minuti di sosta, come avviene  nell’aeroporto milanese di Malpensa, gli automobilisti sono costretti ai salti mortali per rispettare i termini consentiti. Altrimenti scatta una sanzione che lascia il segno: multa da 80 euro anche per una manciata di secondi di ritardo.
E così fioccano le contravvenzioni per gli automobilisti “indisciplinati”, ma anche per coloro che rispettano le regole: come denunciano le associazioni dei consumatori, che hanno raccolto numerose testimonianze di automobilisti multati ingiustamente dai sistemi di videosorveglianza Kiss and fly.
Tra le ipotesi contestate quella in cui l’automobilista esca dalla zona Ztc nei termini stabiliti e sia costretto poi a rientrarvi, ma che si vede comunque recapitare una multa salata, perché il sistema ha impropriamente sommato i due tempi di permanenza. È quanto è accaduto a Pietro Segesta, automobilista palermitano che è già arrivato a quota due contravvenzioni nella Ztc dello scalo Falcone-Borsellino di Palermo: “Dopo aver ricevuto la prima multa di 80 euro per aver sforato il tempo di permanenza – racconta a Test-Salvagente –  ho fatto molta attenzione a rimanere nei 15 minuti stabiliti. E per questo sono uscito e poi rientrato nella Ztc evitando di sostare con la vettura oltre i minuti consentiti. Ma il sistema ha sommato impropriamente i due tempi – conclude – quando invece avrebbe dovuto fermarsi al momento dell’uscita dall’area Kiss and fly”.

Chi controlla?

Le zone a traffico controllato sono istituite da Enac (Ente nazionale aviazione civile), per gestire “i flussi veicolari in entrata e in uscita dagli aeroporti” di maggior affluenza, come previsto nella normativa di settore (legge n. 33 del 2012). Legislazione che delega però la gestione, l’attuazione e quindi il controllo delle stesse Ztc alle “società o agli enti di gestione aeroportuale interessati”. Infatti tra gli articoli della disciplina normativa non è prevista alcuna verifica da parte di Enac sulle apparecchiature utilizzate nel sistema Kiss and fly.

In pratica la società che cura la realizzazione e la gestione della Ztc ha anche il compito di controllare la correttezza e il buon funzionamento delle stesse telecamere. Anche per questi motivi le associazioni dei consumatori lamentano “mancata trasparenza” da parte dei gestori del servizio, soprattutto con riferimento ai criteri di taratura delle telecamere installate e controllate dalla medesima società. Un sistema che ha fatto la fortuna degli enti gestori, per la maggior parte società municipalizzate: attraverso le contestazioni elevate dai vigili della locale polizia municipale, infatti, vengono lautamente rimpinguate le casse dei comuni coinvolti.
Secondo alcune stime nel 2015 la Ztc dello scalo di Malpensa ha fruttato per i Comuni di Lonate e Ferno circa 1,5 milioni di euro di royalties; a Roma, invece nei primi giorni di attivazione del servizio sono state contestate fino a 14mila infrazioni. Numeri da capogiro destinati ancora ad aumentare considerata la volontà degli enti gestori aeroportuali di attivare a tappeto Kiss and go in Italia.

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