Spreco alimentare, a Expo si discute la via italiana

La battaglia contro lo spreco di cibo (e non solo) è a una svolta. Dopo il clamore dell’iniziativa francese che costringe i supermercati a regalare il cibo in eccesso, anche l’Italia sembra fare sul serio. E la proposta sprecozero, presentata alla Camera a fine aprile ora entra nel vivo e dovrebbe essere discussa in Parlamento già tra pochi giorni.

Maria Chiara Gadda, deputata Pd,  con il collega di partito Massimo Fiorio, è la prima firmataria della proposta di legge sulla limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale. “È un tema importante e urgente. Expo ci invita ad assumere delle responsabilità e ora è tempo di concretizzare gli impegni presi” – ci spiega, raggiunta telefonicamente mentre si sta dirigendo all’Esposizione milanese per partecipare al tavolo di lavoro ‘Coordinamento per gli indigenti’, dove presenta la sua proposta alla presenza del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e di esponenti di istituzioni pubbliche, enti benefici, industria alimentare e grande distribuzione .

Per rendersi conto delle dimensioni del problema basta dare uno sguardo ai numeri: 1,3 miliardi di tonnellate, lo spreco di cibo destinato al consumo umano a livello globale nel 2014; 8,1 miliardi di euro, lo spreco domestico annuo quantificato nel 2014 nel nostro paese; 100 milioni di tonnellate, lo spreco alimentare nel 2014 in Europa, escluse le perdite nel settore agricolo e nella pesca.

“NON IMITIAMO LA FRANCIA”

Il testo Gadda-Fiorio è innovativo: “Quello che proponiamo – continua Gadda – è un approccio trasversale a tematiche diverse: la sostenibilità ambientale, per cui puntiamo a ridurre la quantità di rifiuti con attività di prevenzione ed estensione del ciclo di vita dei prodotti; l’emergenza sociale che richiede una riduzione degli sprechi attraverso il recupero e la donazione delle eccedenze, in particolare alimentari; e infine il profilo dell’innovazione: la lotta agli sprechi non deve passare solo da iniziative a titolo benefico, ma deve far nascere un’economia circolare, in cui ogni bene destinato al consumo possa essere riutilizzato”.

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L’on. Gadda chiarisce anche qual è il punto di partenza del progetto: “Non inseguiamo la proposta francese (che prevede forti sanzioni per i supermercati che sprecano il cibo, ndr). Siamo partiti dalle buone pratiche già diffuse sul territorio nazionale, e abbiamo elaborato un testo che propone regole semplici per le donazioni degli alimenti invenduti e di altre tipologie di prodotti: insomma, puntiamo a meno burocrazia e più incentivi per i soggetti donatori e per le imprese del settore agroalimentare che adottano sistemi di produzione tecnologicamente avanzati, innovativi e a minore impatto ambientale”.

NON SOLO ALIMENTI

Punti salienti della normativa proposta sono, ad esempio, l’ampliamento della platea dei soggetti (oggi solo le Onlus) che in base alla legge del buon Samaritano del 2003 possono, a fini di beneficenza, effettuare la distribuzione gratuita degli alimenti; l’ampliamento dei beni che possono essere donati (alimentari, prodotti per l’igiene o la pulizia della casa o della persona, abbigliamento, libri e materiale scolastico, giocattoli e farmaci); l’inserimento delle donazioni di prodotti per il consumo e l’igiene animale. Sul versante delle semplificazioni e degli incentivi, si prevede, tra l’altro, lo snellimento degli adempimenti burocratici per le donazioni e la riduzione della tariffa sui rifiuti.

UN GRANDE CONSENSO

L’improvvisa accelerazione della proposta di legge si deve, indubbiamente, al grande consenso dell’iniziativa francese. In Italia, nei giorni successivi all’approvazione da parte del governo di Parigi è partita subito una petizione che oggi sfiora i 40mila sostenitori. Certo, il versante delle donazioni della Grande distribuzione non basta a evitare che gli alimenti finiscano per diventare rifiuti. Vanno cambiate anche le abitudini all’interno delle pareti domestiche, come aveva già evidenziato TestMagazine, fornendo una piccola guida antispreco.