Poste, consegna a giorni alterni e ritocco del listino

POSTE AUMENTI

Si scrive nuovo modello di recapito postale, si legge consegna della posta a giorni alterni in 5300 piccoli comuni italiani. Poste italiane ha incassato la sua vittoria: a lungo discussa e osteggiata, la consegna della corrispondenza ogni due giorni diventa realtà il 1° ottobre con l’avvio della “fase 1” del nuovo modello di distribuzione. I 258 comuni interessati nel primo step della razionalizzazione targata Caio sono tutti al Nord Italia collocati tra le province di Pordenone, Udine, Brescia, Como, Pavia, Sondrio, Alessandria, Asti, Cuneo, Belluno, Rovigo e Vicenza. In queste province, il postino busserà ogni due giorni (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana – martedì e giovedì in quella successiva) per fronteggiare il calo della corrispondenza (-6,5% tendenziale nel primo semestre 2015, -11,6% i volumi) ma anche per dedicarsi con maggiore attenzione al business più redditizio per la società, quello finanziario (ricavi nel primo semestre 2015 pari a 2,35 miliardi).

Nel piano di sviluppo, sottoscritto anche dai sindacati dei lavoratori, è prevista la “diversificazione dei modelli di recapito in funzione delle specifiche esigenze di business, delle caratteristiche orografiche del territorio e della densità dei flussi logistici”. Oltre all’individuazione dei comuni dove la corrispondenza sarà consegnata a giorni alterni (a regime 5300 comuni in aree extraurbane), per le Aree metropolitane con elevata “densità postale” e forte pressione competitiva, è prevista la creazione di una rete dedicata al recapito al destinatario, che sarà denominata “Linea Plus Metropolitana” mentre nei Capoluoghi di provincia e nelle aree extraurbane non regolate il servizio di recapito sarà svolto a giorni alterni con la creazione di una articolazione addizionale che assicurerà prevalentemente il recapito quotidiano dei prodotti con livello di servizio j+1 (posta prioritaria).

Ma non finisce qui. Le nuove condizioni del servizio postale universale, a fronte di una diminuzione della qualità del servizio (perché la consegna a giorni alterni – seppur non per tutti i comuni – è certamente un disagio), prevedono sostanziosi aumenti tariffari della corrispondenza, 15 cent in più per quella ordinaria che passa dagli attuali 80 cent a 95 cent. Ritocchi all’insù anche per la posta prioritario e per gli avvisi di ricevimento. I consumatori hanno già fatto sapere di non gradire le novità ma la parola ora spetta al mercato azionario dove a breve (forse primi giorni di novembre) è prevista la collocazione del 40% del capitale dell’azienda.